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Chirurgia estetica low cost, i discount della bellezza, bisturi-trip ... ma converrà davvero?
 

... in spiaggia si decide il tuo prossimo intervento La chirurgia estetica vive decisamente un periodo di boom: ormai sono sempre di più le persone che decidono di “dare un taglio” alle imperfezioni e che inseguono il sogno di avere un fondoschiena perfetto, un seno più grande, la pelle liscia e senza rughe, etc.
Si sente spesso parlare di “bisturi trip”, ovvero di un viaggio al fine di effettuare un intervento di chirurgia estetica all'estero, in riferimento soprattutto ad alcune mete, molto ambite dagli europei per la vicinanza, e per i
prezzi estremamente contenuti: Polonia, Tunisia e Slovenia le più ricercate. Ma non solo: più recentemente anche Thailandia, Sud Africa, al di fuori dei confini europei, stanno prepotentemente imponendosi nel mercato della chirurgia estetica low cost.

 

...Ma si tratta davvero di interventi estetici di qualità?

Certo è difficile generalizzare, ogni realtà è complessa e andrebbe analizzata nel suo ambiente specifico.
I parametri qualitativi sono molto oscillanti. In alcuni casi è possibile trovare ottimi chirurghi plastici, dotati di una notevole prepara zione tecnica ma di senso estetico, a volte, discutibile. Il più delle volte il Paese prescelto non offre una tradizione di chirurgia plastica ed estetica consolidata (specialmente nel sud-est asiatico), e i servizi disponibili non sono all’altezza degli standard qualitativi italiani.

 

Le cause più frequenti di insuccesso della chirurgia estetica low-cost dipendono infatti proprio da strutture inadeguate e non a norma. Il nostro modello organizzativo italiano, mette invece a disposizione un governo clinico di chirurgia estetica e un vero e proprio reparto di chirurgia che si avvale della sinergia tra gli operatori per affrontare casi difficili ed interventi secondari.

 

 

Di seguito pubblichiamo sull'argomento, il parere di alcuni chirurghi estetici, che secondo noi, conviene davvero ascoltare.

 

 

Prof. Pier Antonio Bacci

Docente a contratto di Chirurgia estetica all'Università di Siena e

Direttore del Centro di Chirurgia Estetica Mini Invasiva di Arezzo.

 

«Il fatto di sottoporsi a un intervento estetico all'estero non è pericoloso in sé, dato che è possibile trovare chirurghi molto validi e cliniche di altissimo livello anche in Malesia o in Sudafrica. Ciò che può dare luogo a problemi è il fatto che con questi viaggi organizzati non ci sia il diretto rapporto medico-paziente e che a fare le intermediazioni del caso ci sia un’agenzia. La visita è invece un fattore essenziale per l’esito dell’intervento, perché permette al chirurgo di valutare lo stato di salute della persona, il tipo di richiesta, l’entità del difetto fisico e soprattutto di creare il rapporto di reciproca fiducia. Quanto al rischio di complicazioni, è importante chiarire che a qualsiasi intervento possono seguire dei problemi, sia nei giorni successivi che dopo alcuni mesi, molti di questi possono essere prevenuti proprio attraverso la visita, una piena conoscenza della salute della persona ed un rapporto che continua nel tempo. I risultati estetici di un intervento dipendono poi da vari fattori, fra cui le accortezze utilizzate nel postoperatorio, oltre alla bravura del chirurgo, ed a rendere -bravo- uno specialista non è tanto l’iscrizione all’Albo dei medici o l’appartenenza a un’associazione di categoria, quanto l’esperienza maturata in sala operatoria, i corsi di aggiornamento, la serietà professionale e il tempo dedicato al paziente, oltre alle referenze dei pazienti e la credibilità nel mondo scientifico. La deontologia impone di perseguire un obiettivo con scienza e coscienza, questo approccio distingue una certa parte della chirurgia plastica estetica italiana in termini di qualità e di sicurezza per la persona. Dico una certa parte perché anche in Italia, nel settore estetico, esiste il prendi tre e paghi uno, così come manca spesso la tracciabilità, esistono poi chirurghi che lavorano per agenzie che fanno da intermediarie tra loro e le persone che desiderano sottoporsi a un intervento. Nel libero mercato questo è giustificabile, ma l’individuo non è una merce e la salute mal si abbina con il low coast. Il chirurgo può ridurre il suo onorario o quello dell’anestesista abbassando il prezzo finale del 10 o al massimo del 15 percento, ma per il resto i costi delle attrezzature, delle cliniche, dei materiali usati difficilmente possono essere tagliati. Non tutto viene per nuocere, poiché credo che questa libera concorrenza potrà infine servire anche a far ridimensionare alcuni costi eccessivi, ma non dobbiamo mai cedere al tentativo di conquistare fette di mercato abbassando i prezzi, ma, al contrario, offrendo interventi migliori a costi equi. Purtroppo la serietà professionale è una scelta e non si può insegnare, i soldi sono una conseguenza e non un fine della nostra attività. Per concludere devo dire che ci sono chirurghi seri e bravi anche all'estero, ma che è sempre il paziente che deve saper scegliere il suo chirurgo evitando di affidarsi ai vari forum che si trovano in internet, troppo spesso pagati dai chirurghi per parlare male dei colleghi, dei portali pagati da ditte commerciali o di chi promette miracoli, occorre sempre chiedere ai vari ordini dei medici (e non alle varie società) le dovute garanzie sul chirurgo scelto e controllare la produzione scientifica. Purtroppo molte pazienti credono a tutto e non si rendono conto che andare a fare una mastoplastica in un paese straniero a poche lire significa spesso, ma non sempre, affidarsi a chirurghi che, per poche lire (dato che il grosso lo guadagna l'agenzia), prestano la loro opera volentieri perché fanno esperienza, lo stesso vale per le catene della bellezza italiane, il medico serio e bravo prende oneri ed onori in prima persona e difficilmente fa visite gratis od usa prodotti a basso prezzo. Siamo in una società libera e globale, occorre però saper scegliere, certo è che il nostro modello clinico, pur non essendo perfetto, è quello che offre maggiore credibilità, anche se nel settore estetico qualche regola in più andrebbe messa, come la formazione controllata, la tracciabilità dei prodotti e dei percorsi, il controllo della pubblicità».


 

 

 

 

 

 

Dottor Pierluigi Bello

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica - Napoli.

 


«I pazienti che decidono di sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica non dovrebbero pensare a come risparmiare, né dovrebbero porre come prima domanda: quanto costa l'intervento?
Non essendo operazioni "quoad vitam" bisognerebbe in prima istanza avere un colloquio con il chirurgo plastico per verificare se ispira fiducia alla paziente, se è chiaro ed esauriente nel rispondere alle domande, se è completo nelle informazioni soffermandosi sia sui pro che sui contro relativi a quel determinato tipo di intervento, se opera in strutture adeguate ed autorizzate, se garantisce frequenti controlli postoperatori, il tipo e la marca di protesi che utilizza per esempio nel caso di una mastoplastica. Soltanto alla fine si dovrebbe arrivare a parlare di cifre. Se il prezzo di un'operazione è basso bisogna sempre diffidare, infatti il chirurgo potrebbe non essere specializzato in chirurgia plastica (purtroppo non vi è una legislazione chiara ma gli interventi di chirurgia plastica dovrebbero essere effettuati dallo specialista in chirurgia plastica),potrebbe effettuare l'intervento in strutture non idonee o non utilizzare materiali di ottima qualità.
Andare all'estero, seguendo il richiamo di una promessa di risultati inverosimili, inoltre è a mio avviso molto rischioso per vari motivi. L'eventuale risparmio viene eliminato dalle spese di viaggio e dal soggiorno, non si riesce ad avere un contatto diretto e ripetuto con il chirurgo operatore prima dell'intervento, rischiando di essere operati da persone non qualificate o in strutture non idonee (i parametri di igiene sono diversi tra i vari paesi), non si può essere seguiti a distanza di tempo, non possono essere eseguiti i necessari controlli postoperatori e non si può intervenire rapidamente nel caso di eventuali complicanze.
In definitiva per evitare brutte sorprese e per evitare danni difficilmente risolvibili, quando si decide di effettuare un intervento di natura estetica ( lo stesso dovrebbe valere per la medicina estetica , altro campo minato per la presenza sul territorio nazionale di scuole a pagamento che rilasciano un semplice certificato con il quale si è liberi di fare di tutto pur non essendo specializzati) bisogna in primis accertarsi della qualità e della sicurezza, solo alla fine pensare ai costi».

 

 

 

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Questo articolo ha come fonte di origine glamourage, mondobenessereblog e l'intervento di alcuni chirurghi estetici

 

 

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