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| Chirurgia estetica low cost, i discount della bellezza, bisturi-trip ... ma converrà davvero? | ||||||
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...Ma si tratta davvero di interventi estetici di qualità? Certo è difficile
generalizzare, ogni realtà è complessa e andrebbe analizzata
nel suo ambiente specifico.
Le cause più frequenti di insuccesso della chirurgia estetica low-cost dipendono infatti proprio da strutture inadeguate e non a norma. Il nostro modello organizzativo italiano, mette invece a disposizione un governo clinico di chirurgia estetica e un vero e proprio reparto di chirurgia che si avvale della sinergia tra gli operatori per affrontare casi difficili ed interventi secondari.
Di seguito pubblichiamo sull'argomento, il parere di alcuni chirurghi estetici, che secondo noi, conviene davvero ascoltare.
«Il fatto di sottoporsi a un intervento estetico all'estero non è pericoloso in sé, dato che è possibile trovare chirurghi molto validi e cliniche di altissimo livello anche in Malesia o in Sudafrica. Ciò che può dare luogo a problemi è il fatto che con questi viaggi organizzati non ci sia il diretto rapporto medico-paziente e che a fare le intermediazioni del caso ci sia unagenzia. La visita è invece un fattore essenziale per lesito dellintervento, perché permette al chirurgo di valutare lo stato di salute della persona, il tipo di richiesta, lentità del difetto fisico e soprattutto di creare il rapporto di reciproca fiducia. Quanto al rischio di complicazioni, è importante chiarire che a qualsiasi intervento possono seguire dei problemi, sia nei giorni successivi che dopo alcuni mesi, molti di questi possono essere prevenuti proprio attraverso la visita, una piena conoscenza della salute della persona ed un rapporto che continua nel tempo. I risultati estetici di un intervento dipendono poi da vari fattori, fra cui le accortezze utilizzate nel postoperatorio, oltre alla bravura del chirurgo, ed a rendere -bravo- uno specialista non è tanto liscrizione allAlbo dei medici o lappartenenza a unassociazione di categoria, quanto lesperienza maturata in sala operatoria, i corsi di aggiornamento, la serietà professionale e il tempo dedicato al paziente, oltre alle referenze dei pazienti e la credibilità nel mondo scientifico. La deontologia impone di perseguire un obiettivo con scienza e coscienza, questo approccio distingue una certa parte della chirurgia plastica estetica italiana in termini di qualità e di sicurezza per la persona. Dico una certa parte perché anche in Italia, nel settore estetico, esiste il prendi tre e paghi uno, così come manca spesso la tracciabilità, esistono poi chirurghi che lavorano per agenzie che fanno da intermediarie tra loro e le persone che desiderano sottoporsi a un intervento. Nel libero mercato questo è giustificabile, ma lindividuo non è una merce e la salute mal si abbina con il low coast. Il chirurgo può ridurre il suo onorario o quello dellanestesista abbassando il prezzo finale del 10 o al massimo del 15 percento, ma per il resto i costi delle attrezzature, delle cliniche, dei materiali usati difficilmente possono essere tagliati. Non tutto viene per nuocere, poiché credo che questa libera concorrenza potrà infine servire anche a far ridimensionare alcuni costi eccessivi, ma non dobbiamo mai cedere al tentativo di conquistare fette di mercato abbassando i prezzi, ma, al contrario, offrendo interventi migliori a costi equi. Purtroppo la serietà professionale è una scelta e non si può insegnare, i soldi sono una conseguenza e non un fine della nostra attività. Per concludere devo dire che ci sono chirurghi seri e bravi anche all'estero, ma che è sempre il paziente che deve saper scegliere il suo chirurgo evitando di affidarsi ai vari forum che si trovano in internet, troppo spesso pagati dai chirurghi per parlare male dei colleghi, dei portali pagati da ditte commerciali o di chi promette miracoli, occorre sempre chiedere ai vari ordini dei medici (e non alle varie società) le dovute garanzie sul chirurgo scelto e controllare la produzione scientifica. Purtroppo molte pazienti credono a tutto e non si rendono conto che andare a fare una mastoplastica in un paese straniero a poche lire significa spesso, ma non sempre, affidarsi a chirurghi che, per poche lire (dato che il grosso lo guadagna l'agenzia), prestano la loro opera volentieri perché fanno esperienza, lo stesso vale per le catene della bellezza italiane, il medico serio e bravo prende oneri ed onori in prima persona e difficilmente fa visite gratis od usa prodotti a basso prezzo. Siamo in una società libera e globale, occorre però saper scegliere, certo è che il nostro modello clinico, pur non essendo perfetto, è quello che offre maggiore credibilità, anche se nel settore estetico qualche regola in più andrebbe messa, come la formazione controllata, la tracciabilità dei prodotti e dei percorsi, il controllo della pubblicità».
«I pazienti che decidono
di sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica non dovrebbero pensare
a come risparmiare, né dovrebbero porre come prima domanda: quanto
costa l'intervento?
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